Giada Macchi ha 25 anni e viene spesso definita una “mosca bianca”: una rara presenza femminile in un settore ancora – purtroppo - prettamente maschile. Ma nell’officina Ford Authos di Moncalieri, Giada è semplicemente un tecnico d’eccellenza.
I Gran Premi con papà e quel lavoro “da maschi”
La passione di Giada per i motori nasce con le domeniche passate a guardare la Formula 1 insieme al papà. Più che la velocità, a catturare la sua attenzione è la meccanica: la curiosità di capire come funzionassero i motori e il desiderio di smontare e rimontare ogni componente per scoprirne i segreti. Una passione, rimasta tale, fino a quando Giada decide di lasciare i banchi del liceo sportivo per provare a rendere quella passione un lavoro. È stato solo al quarto anno che decide di cambiare strada, lasciando gli studi in ambito sportivo per iscriversi a un istuto tecnico con indirizzo meccanica.
“Ricordo bene lo scetticismo di mia mamma e le sue parole: “Ma Giada, cosa vai a fare? É un lavoro da maschi” racconta Giada, “Oggi capisco che la sua perplessità rifletteva il classico luogo comune secondo cui certi lavori non sono adatti alle ragazze. Io però non avevo alcun dubbio, sapevo esattamente quello che volevo fare”.
Nonostante abbia approcciato la materia più tardi, Giada recupera velocemente le lacune tecniche e, con solo un anno di specializzazione alle spalle, riesce a diplomarsi con il massimo dei voti.
L’incontro con Ford e il valore di un mentore
La Ford Youth Academy è stata per lei, come per molti dei suoi compagni, molto più di una formazione tecnica: è stata il passe-partout che le ha permesso di accedere al mondo del lavoro.
Partecipando con entusiasmo al programma di formazione promosso da Ford Italia, Giada si conquista presto un colloquio con il team di Ford Authos e nella primavera del 2022 entra a far parte del team di meccanici del concessionario piemontese. Qui trova fin da subito il supporto e la fiducia del capo officina, che con il tempo diventa per lei un vero e proprio mentore.
“Credo che spesso la presenza di una donna in officina venga erroneamente percepita dai colleghi come un ostacolo, ma non per il mio capo officina. Per lui sono sempre stata una risorsa con tanta voglia di sporcarsi le mani e di imparare, nulla di più” dice Giada.
È sempre lui a spronarla a frequentare i corsi di certificazione come Tecnico Plus e successivamente Tecnico Expert, riuscendo così a ottenere la certificazione come prima donna in Italia. Il suo ambizioso obiettivo è raggiungere il livello L3, una qualifica superiore che le permetterà di operare sulle batterie ad alta tensione. In un mondo che corre verso l’elettrico, lei corre ancora più veloce per essere in prima linea.
Sgomitare, ma sempre con il sorriso
Lavorare in un ambiente prettamente maschile richiede carattere. Giada si è sempre sentita accolta dai colleghi, ma ha dovuto imparare a sgomitare il giusto per guadagnarsi del tutto la loro fiducia e stima. Inizialmente, quegli sguardi premurosi e le offerte costanti di aiuto — “Ti do una mano?” — anche quando sentiva di non averne bisogno, limitavano in parte il suo lavoro. Questo perchè Giada è una persona che ha bisogno di sbatterci la testa da sola, finchè l’ingranaggio non torna a girare perfettamente.
Ha dovuto far capire, con i fatti e con i risultati, che se non chiede aiuto è perché può farcela da sola. Oggi, dopo tre anni in Authos, quella fiducia è più che conquistata: i colleghi sanno bene chi è Giada, sanno che se lei ha bisogno di aiuto sarà lei stessa a chiederlo e rispettano la sua autonomia di tecnico specializzato.
“Oggi mamma non mi dice più che faccio un lavoro da maschi. Oggi mi guarda e mi dice “Ti vedo proprio felice” e questa, per me, è la vittoria più grande” conclude Giada.
